Anche Tra le Bidonville ci sono Web-Design e ci sono società che in qualche modo cercano di far sviluppare questo mondo così, purtroppo arretrato.

 

MATHARE

è una delle città presa in questione si trova a Nairobi in Africa, ma di queste ne esistono anche in Brasile ed in India. La vita nello slum è molto difficile perché questa è la più grande zona della terra ed alta densità demografica. La maggior parte delle case negli slums sono costruite vicino al fiume per il facile drenaggio dell’acqua. Addirittura molte volte gli scarichi di acque luride a cielo aperto sono di fronte alle porte dell’altra gente. Sopravvivenza è il nome del gioco. Un gioco in cui soltanto i più adatti sopravvivono. Difficile è il mondo del lavoro. La povertà e la miseria ha condotto a tanti problemi la nutrizione che è importante per sopravvivere. Fa soffrire vedere gli occhi pallidi e molto piccoli dei bambini che guardano nello spazio. Soffrono e piangono tutti i giorni. Quando possibile alcuni giocano e passano un po‘ di tempo tra gli altri bambini. Invece coloro che sono troppo affamati, non riescono ad aggregarsi, per cui siedono e guardano gli altri.

La malnutrizione e le cattive condizioni igieniche fanno si che siano molto frequenti le epidemie di Colera e Tifo.

Casella di testo: www.bolledimusica.it
Musica Ritmo Persone e Melodia.
Bidonville ricerca a cura di Focus

Un progetto per urbanizzare le baraccopoli

da Rosie Cade tratto da Enormo.it

 

Un tipo di abitazione molto particolare, e situate all’estremo opposto di quelle che sono oggetto di interesse del mercato immobiliare, sono le case di fortuna che costituiscono le baraccopoli, note anche come bidonville o, con termine altrettanto dispregiativo ma meno volgare, “slums”.

 

Riqualificare le bidonville

Chi si trova a vivere in queste condizioni solitamente pensa più alle esigenze legate alla sopravvivenza immediata che non all’evoluzione architettonica della sua casa. Ma una via per uscire da queste situazioni spesso drammatiche passa anche dalla riqualificazione delle baraccopoli per trasformarle, lentamente e con gradualità, in sobborghi urbanizzati, puliti e vivibili.

 

Questo concetto è alla base dell’idea portata avanti dagli architetti Sara Göransson e Filipe Balestra, che hanno progettato un processo che possa portare ad un distretto urbano permanente a partire dall’architettura casuale e disorganizzata degli slum. La novità insita in questo nuovo processo è nel fatto che la riqualificazione non passa più dal radere a zero la baraccopoli esistente per poi costruire sul terreno così liberato delle abitazioni di maggior pregio, quanto piuttosto nell’idea di completare la trasformazione attraverso il miglioramento graduale delle abitazioni esistenti. Il sistema di Göransson e Balestra è stato chiamato IHS, acronimo di Incremental Housing Strategy, ed è stato sviluppato in India, tra le Bidonville di Mumbay, anche se il primo progetto pilota verrà attuato sempre in India, ma nella città di Pune. Gli architetti comunque lo propongono come una soluzione applicabile in qualunque area con caratteristiche simili.

 

 

Casella di testo: L’architettura proposta si basa su tre tipologie di abitazione che si basano su un semplice telaio portante che permette una futura espansione senza dover poi applicare particolari variazioni alla struttura di base. Il concetto è quello di riutilizzare le caratteristiche organiche di ogni specifico slum, migliorandolo senza alterare le strutture sociali che supportano la popolazione locale, quindi i vicini rimarranno vicini e le realtà locali non saranno traslate in contesti totalmente diversi da quelli nei quali sono nate.

Le tre strutture si differenziano soprattutto per la diversa possibilità di future espansioni. La prima versione è ampliabile in verticale, arrivando fino a 3 piani, la seconda può essere allargata al piano terra puntanto per esempio a famiglie che vorrebbero creare una attività commerciale, come per esempio un negozio. L’ultima tipologia è invece ampliabile al piano intermedio. Tutte hanno una superficie di 25 metri quadrati.

Il governo indiano ha apprezzato il progetto e lo ha giudicato meritevole di un contributo che consiste in un prestito di 300.000 rupie per famiglia (circa 4500 euro) per migliorare le loro abitazioni. Il prestito è destinato a tutte quelle famiglie che vivono in una struttura temporanea preesistente ma non considerata abitabile, (in indiano queste baracche sono dette “kaccha”).

L’interesse verso un progetto come questo è abbastanza ovvio se si considera che al giorno d’oggi quasi un terzo della popolazione mondiale vive in “slum” disseminati in vari paesi del terzo e quarto mondo.

Il Muro: Bidonoville Wall by Arne Quinze, speriamo che tutto questo un giorno diventi solo memoria e arte retrò.

http://www.nairobits.com/
http://www.ronniebourgine.fr
Children in Indian Slums

Bambini di tutto io mondo continuate a ridere!

La Zuppa di lenticchie

 

Ricetta

per 6 porzioni
Tempo di cottura: 1 ora e 15 min circa

Ingredienti

2 cucchiai di burro non salato
1 cipolla media, a dadini
2 cucchiaini di sale
1 cucchiaio di purea di aglio (circa 4 pezzi di aglio)
1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
1 / 4 cucchiaino di pepe nero appena macinato
1 / 4 di cucchiaino di cardamomo
1 / 4 di cucchiaino di pepe di cayenna
1 / 4 di cucchiaino di cumino
3 tazze di lenticchie, lavati e scolati
8 tazze di brodo vegetale o acqua

Procedimento:

Fondere il burro a fuoco medio-alto in una pentola di grandi dimensioni o in una casseruola. Saltare le cipolle con il sale fino a che non iniziano a dorare per circa 7-10 minuti.

Ridurre la fiamma e aggiungere l'aglio, zenzero, pepe, cardamomo, pepe di Cayenna e cumino. Cuocere fino a quando gli aromi non vengono rilasciati del tutto, sempre mescolando per circa 2 minuti. Aggiungere le lenticchie e fate cuocere altri 3 minuti, mescolando di continuo fino a quando non risulteranno cotti in modo uniforme.

Aggiungere del brodo vegetale o acqua di cottura, portate a ebollizione, ridurre lentamente e continuare a cuocere con il coperchio per un'altra ora circa.

Mescolare regolarmente per garantire uniformità di cottura delle lenticchie in modo che non bruciano (aggiungere a piacere del brodo o dell’acqua per soddisfare la consistenza a voi più ideale.) A cottura ultimata, le lenticchie devono essere al suo interno morbide e farinose.

 

Anche se è un piatto dalle origini molto povere è comunque gustoso, quindi Buon appetito!

Ascoltando:

 

M.I.A. - Paper Planes

 

Baby H - Mere Naseeb Mein

 

A.R. Rahman - Jai Ho (The millionaire Soundtrack)