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Cultura di musica Alternativa. speciale Jungle, Drum’n’Bass e Breakbeat |
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History E la storia ebbe inizio, naturalmente questa non è proprio come la storia che si studia a scuola, piena di date da imparare e nomi... Ma è un vero e proprio speciale su un genere musicale, aggressivo, pieno di suoni e ritmo che ti fa scatenare in discoteca, che ti tira su in macchina o in un pub, che ti fa correre in bici a spinning in palestra. Parleremo quindi di Drum’n’Bass, Jungle e Breakbeat tre generi musicali molto simili, ma con delle particolarità differenti. Sicuramente sarà un pochino impegnativo, ma niente nasce mai a caso... Il termine Jungle è stato coniato nell’isola Giamaica, nella zona di Trenchtown, esattamente nell’area di Kingston il porto più importante della nazione, terra antica dei pirati, proprio dove è nato il mito di Bob Marley . Si parla quindi di musica eccessiva, la dove gli organetti in levare si fondono con il Raggamuffin e con ritmi accelerati, che partono dai 150 B.p.m. fino ad arrivare ai 200 battiti più estremi. Il basso spesso deriva dalla musica Hardcore dei primi anni’ 90 vecchio stile, dove col tempo si è evoluta e modificata. Il ritmo è veloce e spezzato appunto detto anche Break-Beat letteralmente pausa-battito. Il termine Breakbeat è più tecnico e preciso, il ritmo è frenetico come quello della vita dei cittadini londinesi o di chi vive nelle grandi città. Il suono nero pieno d’anima, controbatte quello bianco della Techno. Uno dei promotori di questo genere musicale è sicuramente Goldie, DJ inglese che portò nei Rave come il “Rage” questo nuovo sound, di cui nessuno ancora sapeva cosa fosse. L’Inghilterra è stata una delle nazioni che ha consumato per prima queste ritmiche, ma non solo, vanno aggiunti anche il Brasile e l’America in generale, questo perchè il ritmo non ha confine e fa parte della musica. Come spesso accade nella musica si sfogano sentimenti, repressioni, guerre interne e piacere, quindi Drum’n’bass ritmo e passione che riassume in un turbinio frammentato questo Meltin Pot, crogiuolo di cultura, folklore e razze. Il discorso si allarga, per fare degli esempi, a New York, a parte ballare l’Hip-Hop e cantare Rap per strada con balletti montati, si suona anche, improvvisando ritmi velocissimi con delle bacchette di legno su dei bidoni bianchi di plastica quelli da tinta per intenderci... Ritmi particolari, creativi, velocissimi che affascinano il passante che rapito, ascolta quel Tam Tam frenetico. Per citare un altro esempio in Brasile terra del sole e ahimé della povertà e delle bidonville, si sta consumando a non finire questo ritmo selvaggio e un po’ come la Samba, che riassume la realtà densa di profumi, sensazioni, repressione e libertà, evasione dalla realtà, che si susseguono appunto in un breakbeat veloce e liberatorio da ballare all’impazzata. La tecnologia ha un ruolo importante per l’evoluzione di questo genere, proprio perchè riesce a cambiare continuamente suoni e a rielaborare il tutto così proprio come è capitato per l’House di Chicago che si è fusa con la Techno di Francoforte e Detroit. Poi la Jungle riadatta il Reggae e lo avvicina al popolo e lo fa rinascere e conoscere, fuoriuscire dal sottobosco. Un altro personaggio da nominare oltre ai Djs più bravi, è Rob Playford, responsabile del successo di questo genere, che ha contribuito all’affermazione del sound efficace, diretto, facendolo diventare un immediato fenomeno di massa nelle discoteche e una musica pressoché Trendy per chi vuole ballare un altro ritmo un nostro motto... Investendo e commercializzando in questo senso album e compilation che ricreavano quelle atmosfere da club e da Rave che viveva con Goldie con il quale fondò l’etichetta discografica Moving Shadow. La Jungle si è fatta influenzare negli anni da altre sonorità, dall’ Hardcore, dal Funk, dall’House e dalla Techno da ogni ramificazione della musica da discoteca e non, dal Soul, Jazz, Dub, Ambient e Reggae appunto. Siamo agli inizi degli anni ‘90 quando è nato questo genere che con il tempo si è evoluto. Correva l’anno ‘94 era estate, quando la Jungle approdò e scosse e sconvolse con i suoi bassi subsonici i Dancefloor e le Radio di tutta Londra in tutti i suoi angoli, anche i più nascosti. La leggenda: pare che un DJ amante dell’Hip-Hop inavvertitamente suonasse un disco in vinile a 45 giri anziché a 33 e scopri che il ritmo riprodotto dava una carica maggiore alla folla. Dalla Jungle nasce così anche la scena tutta Junglist, cioè il movimento formato dalle persone che seguivano questa musica in radio, in discoteca o ai rave, vestiti maculati come animali, pantaloni verde bosco, Rasta Style e graffiti sui muri e sui negozi così da colorare la città troppo grigia come Londra. Nuove basi su cui lavorare, loop e bassi da gonfiare, rumori di ferraglia e percussioni selvagge, ritmi grezzi, ritmo hip-hop da stravolgere, stavolta la pazzia è in mano ai londinesi. Il groove diventa rave violento ed è questo che più piace e più fa ballare, con il suo tum-tcha-tu-tum-tum-tcha, si aggiungono percussioni dal vivo, e performance improvvisate di rasta, rappers, raggamuffin e vocalist. Potenti Sound System, cioè impianti provvisti di grandi casse costruiti apposta, permettono di espandere il sound nei rave-party, nei festival, nelle street-parade e nelle discoteche così tanto da essere percettibili anche da un sordo. Intanto in America, questo genere prende il nome di Drum’n’bass, la scena tenta di distaccarsi da quella più Anglo-Europea, in California e nell’East-Coast si inizia a produrre CD e materiale proprio a riguardo di questo ritmo cosi frenetico e bizzarro, cercando di far diventare suo quel sound così alternativo e ricercato. Rimane un genere ancora alternativo e particolare, anche se spesso è proposto in Radio o viene usato come sottofondo delle pubblicità in TV. La Drum’n’bass essendo ritmo o fusione di ritmi velocizzati, non annoia mai; il sound è rinfrescante e diverso, le persone lo ascoltano anche distrattamente, è veramente qualcosa che ti fa muovere e scatenare se lo balli oppure fa da sottofondo alla vita quotidiana se lo ascolti, quindi non guasta mai soprattutto a noi che ci piace ballare un altro ritmo... Questa è la storia rielaborata a cura di Focus. Un altra bolla è scoppiata! |







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Il diminutivo di Drum’n’bass è DnB. |
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Un mega schermo in un Disco-Club |
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DJ digitali sempre più attrezzati soprattutto quando s’improvvisa un rave in un bosco... |
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Il look delle ragazze junglist pronte per ballare! |
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DJ Rap una delle dj più famose che suona musica Drum’n’bass. |
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La giungla e il bosco sono i posti dove si suona di più la musica Jungle a contatto con la natura e con paesaggi bellissimi come palcoscenico. Vietato Sporcare! Anzi meglio ripulire! |
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Un disco jungle in vinile dalla forma un po’ insolita... |
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Dei Ravers fanno dei Murales. |
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Un volantino di una disco Drum’n’bass. |
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Breakbeat che passione anche in Giappone! |




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La borsa Jungle! |
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Le scarpe adatte al ballo scatenato! |
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Il Cuscino a tema! |

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Subito dei vestiti! |
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Ottima rappresentazione! |
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Non accendere la tua vecchia radio, ma cerca la tua musica in streaming qui su internet! |

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BREAK-BEAT = ritmo caratterizzato dalla Pausa/Battito che si ripetono come il ritmo base dell'hip-hop, per certi aspetti vicina anche alla jungle, ma viene risaltata solo la parte strumentale e non quella cantata, vengono usate sonorità sporche ed incisive in maniera veloce. |
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DRUM'N'BASS = prima il Drum poi il Basso evoluzione della jungle e della breakbeat dove i ritmi sono scanditi con decisione. Il ritmo è circa il doppio dell'hip-hop. 150-200 B.P.M. B.P.M cioè, battiti per minuto. |
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JUNGLE = Musica con suoni e cantati caratteristici della jungla, evoluzione del Reggae accelerato, campionamenti e bassi accelerati con ritmo deciso e scattoso. 160-190 B.P.M. (Battiti per minuto) |